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Deepfake Porta a Porta: come riconoscere la truffa

Articolo con immagine deepfake di Milena Gabanelli a Porta a Porta Articolo con immagine deepfake di Milena Gabanelli a Porta a Porta

Che hanno in comune la giornalista Milena Gabanelli, l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Carlo Messina e e lo studio della nota trasmissione di Rai 1 condotta da Bruno Vespa? Tutti sono protagonisti di un deepfake. Una truffa online fatta con l’intelligenza artificiale. Ecco come riconoscerla.

Sembrano Ranucci e Gabanelli ma è una truffa

“Come proteggere i propri risparmi nel difficile 2026”, inizia così il deepfake che ha come protagonisti Milena Gabanelli, ma precedentemente anche Sigfrido Ranucci.

Lo schema è questo: durante una nota trasmissione si scontrano un personaggio pubblico di specchiata credibilità e un altro che rappresenta il potere e l’establishment.

Immagine deep fake gnerata con IA raffigurante il giornalista Sigrido Ranucci e l'ad di Unicredit Andrea Orcel.

Post sponsorizzato di contenuti deep fake raffiguranti il giornalista Sigfrido Ranucci e l’ad di Unicredit Andrea Orcel al salotto di di Porta a Porta. 

Ne nasce uno scontro verbale. Nel mezzo di questa intervista-fotoromanzo, il personaggio pubblico dà un consiglio d’investimento ai lettori.

Fotogrammi deepfake della trasmissione di Rai Uno compaiono su un articolo anch’esso fake che riproduce il quotidiano La Repubblica. Lo stile è giornalistico, peccato che l’articolo non si trovi nel sito ufficiale del noto quotidiano.

Immagini deepfake ben congegnate ma con errori e difetti visibili

Primo errore. La descrizione della reputazione della protagonista. “Il denaro è la sua missione” non è congruente con la sua professione.

Secondo errore. La descrizione della trasmissione Report, fondata dalla stessa giornalista.:“ogni puntata inizia con la storia di una normale famiglia italiana che da mesi vive sull’orlo della povertà, schiacciata da prestiti e debiti” non corrisponde assolutamente col format.

Basterebbero queste due righe di descrizione di questa versione fake del quotidiano per dubitare e diffidare di tutto ciò che segue.

Lo storytelling è articolato. La giornalista da Vespa si presenta come una “influencer” che offre un investimento per cui “bastano solo 250 euro per iniziare”. Anche il fake Vespa si incuriosisce. La piattaforma di investimento digitale “è un sistema in cui l’intelligenza artificiale opera per conto dell’utente” offrendo “rendimenti senza né prestiti né debiti”. Guadagni crescenti “da 3000 a 5500 euro al mese, senza prestiti e senza intermediari”.

L’Ad di Sanpaolo difende l’operato delle banche e, incalzato dalla Gabanelli, il confronto si trasforma in un alterco. Il “cattivo” padrone della banca si strappa il microfono e abbandona la trasmissione.

Deepfake con la sua faccia: Gabanelli denuncia la truffa

La fake Repubblica conclude l’articolo con una storia di successo. Un giovane di Milano che, dal baratro di un debito importante, si rialza facendo soldi più di prima. Segue una descrizione del funzionamento della piattaforma e una serie di recensioni di fake esperti.

Il link della piattaforma è ricorrente nel lungo articolo, e questo sarebbe un altro motivo più che valido per dubitare della notizia. Perché, per legge, una pubblicità combinata con un articolo va resa nota e indicata chiaramente come tale.

Sui suoi canali social ufficiali e su La7, Milena Gabanelli fa presente di non essere mai stata nel salotto di Vespa, di non aver mai consigliato su come investire i propri soldi e denuncia la pericolosità di tali truffe online.

Come funziona la truffa

Dopo essersi iscritti alla piattaforma con un documento d’identità e averci messo 250 euro tramite versamento da Iban, inizia la truffa. I valori della piattaforma trading a cui si è avuto accesso crescono rapidamente e si viene spinti a metterci denaro fresco per guadagnare di più.

“Questi soldi finiscono su un wallet digitale e poi su un altro” – e infine puff! – i soldi svaniscono.“ I truffatori è impossibile verificarli perché le piattaforme sono schermate, i nomi dei proprietari dei domini sono fittizi e le foto sono generate con l’intelligenza artificiale” – aggiunge Simona Ravizza che coadiuva Gabanelli in questo debunking.

“In Italia in un anno sono stati fregati 180 milioni di euro e 6,5 miliardi di dollari negli Usa nel 2024. E dagli Stati Uniti sono partite le class action contro Meta. Il colosso infatti possiede gli algoritmi in grado di verificare che quelle inserzioni a pagamento sui suoi social sono in realtà truffe, mascherate da articoli, costruiti con l’Intelligenza artificiale”, conclude Ravizza.

In sintesi

Si tratta di una truffa ben congegnata perché si basa su elementi credibili: trasmissioni televisive molto conosciute, volti pubblici noti. Ad allarmare c’è però l’incongruenza tra i profili dei personaggi e il tema trattato. Si tratta inoltre di uno schema dinamico: siti e dettagli su cui compare la storia del quotidiano fake cambiano continuamente. Il consiglio è semplice: verificare sempre il dominio del sito.

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